GLI ERRORI DEGLI USA SU RUSSIA, CINA E UCRAINA. LA GIUSTA INTUIZIONE DI BERLUSCONI DEL 2002 E GLI ATTUALI VENTI DI GUERRA

epa01568734 Picture dated 28 May 2002 shows Italian Prime Minister Silvio Berluskoni (C) tries to cut very long handshake between Russian PresidenVladimir Putin (L) and US President George W. Bush (R) while posing for the press after they have signed declaration in Pratica di Mare air force base outside Rome, Italy. George W. Bush, the forty-third President of the United States of America, was sworn in 20 January 2001. His term ends 20 January 2009. EPA/SERGEI CHIRIKOV

Un vecchio leader democristiano, Pierluigi Castagnetti, che i media ritengono molto vicino al presidente Mattarella, nei giorni scorsi – considerando la tensione fra Usa e Russia – ha scritto un tweet alquanto saggio:

Non scherzare col fuoco. Va bene la reazione USA alla minaccia russa di invadere l’Ucraina con 175000 uomini. Va bene la vicinanza UE all’Ucraina. Ma che facciamo per evitare che? Forse è ora di dire che la pretesa russa che l’Ucraina non entri nella Nato ha qualche senso”.

Parole di realismo andreottiano. Infatti l’ingresso dell’Ucraina nella Nato – peraltro in violazione degli impegni presi con Mosca dai presidenti americani – non è solo una questione diplomatica fra Usa e Russia, ma è un rischio colossale per tutti noi: potrebbe essere la scintilla che rischia di trascinarci in un conflitto, prima economico, con disastrose sanzioni e grossi problemi per le forniture di gas, ma forse poi anche militare.

GLI 85 ANNI DI PAPA BERGOGLIO: PRIMO BILANCIO DI UN PONTIFICATO. DOPO TANTE CRITICHE E’ GIUSTO RICONOSCERGLI CHE…

Voglio segnalare anche il bell’articolo del professor Giovanni Maddalena  QUI che coglie un altro importantissimo aspetto della conferenza stampa del papa.

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Domani è l’anniversario dell’ordinazione sacerdotale di Jorge Mario Bergoglio che venerdì 17 dicembre compirà 85 anni. Non so se, in cuor suo, farà un primo bilancio del suo pontificato (gli analisti hanno già cominciato).

Di certo è gravoso guidare la Chiesa nella tempesta di questi anni, assistere a una così galoppante scristianizzazione (in un mondo che sembra impazzito) e trovarsi sempre esposto agli attacchi dei demonizzatori e alle lusinghe degli adulatori (non so cosa è peggio).

Sono arrivati a imputargli pure il vaccino, come fosse una sua colpa e non una protezione dalla pandemia (peraltro è il vaccino di Trump, non certo del papa).

Anche ieri un giornale lo ha accusato di non dire nulla sul prossimo dibattito parlamentare italiano relativo all’eutanasia, quando proprio l’altro ieri, parlando ai giuristi cattolici, il papa aveva implorato i giuristi di rifendere i diritti dei dimenticati e – insieme a lavoratori e migranti – aveva citato malati, bambini non nati, persone in fin di vita e poveri (peraltro sull’aborto Francesco usa espressioni perfino più dure di Giovanni Paolo II).

Dall’altra parte apri “Repubblica” e trovi Scalfari che, professandosi suo tifoso, gli attribuisce improbabili teorie o – proprio ieri – Luigi Manconiche ricama su una frase del pontefice relativa ai peccati della carne, attribuendogli una “svolta” che è solo nei desideri di Manconi (in realtà il papa ha solo ricordato la tradizionale distinzione della Chiesa fra il peccato di debolezza e il peccato di malizia).

ZIBALDONE N. 33. IL MILLENARISMO ECOLOGISTA A CUI CREDONO TUTTI

APOCALITTICI INTEGRATI

Non c’è solo un certo sgangherato millenarismo dei Novax. C’è anche quello ecologista, che è molto mainstream e annuncia continuamente l’apocalisse per il riscaldamento globale che – a sentire la narrazione dominante – sarebbe dovuto alle attività umane.

Una ventina di anni fa Bjørn Lomborg pubblicò un grosso volume per contestare – punto per punto – l’allarmismo verde: “The Skeptical Environmentalist” (“L’ambientalista scettico. Non è vero che la terra è in pericolo”, Mondadori), un best seller che sollevò molte discussioni. Un libro da rileggere.

Nei giorni scorsi Lomborg, sul settimanale “Tempi” (5/12), ha scritto della recente conferenza Onu sul clima di Glasgow ironizzando su questo simposio che si è presentato come la nostra ‘ultima chance’ per contrastare la ‘catastrofe climatica’ e ‘salvare l’umanità’”.

LA DITTATURA DEL RUMORE, LA DISPERAZIONE DEL MONDO, IL SILENZIO DI FRA’ VINCENT E I MEDIA CHE “BUCANO” LA NOTIZIA PIU’ GRANDE

Anche Ernesto Che Guevara ha fatto cose buone. Mi sono imbattuto in un suo pensiero che mi sembra utile oggi: “il silenzio è una discussione portata avanti con altri mezzi”.

È un suggerimento prezioso nella sarabanda su vaccini e Green Pass che continua da mesi a imperversare sui media. Ci vuole una moratoria.

Nessun bavaglio o censura, solo un’autodisciplina che regali a tutti un po’ di quiete. Spero che l’atmosfera natalizia metta fine all’isteria collettiva.

PANDEMIA E ITALIA. QUELLO CHE IL CENTRODESTRA AVREBBE DOVUTO (E DOVREBBE) DIRE

Siamo al terzo inverno di pandemia e, in questa tempesta mondiale che fa migliaia di morti e grandi danni economici, fino a destabilizzare le istituzioni democratiche, nessuno parla più del suo luogo di origine, la Cina.

La pandemia ci è già costata quanto una guerra persa, in termini di vite umane e di ricchezza distrutta, e ancora non si capisce quando e come ne usciremo.

Ma della misteriosa origine del virus, degli errori e delle bugie delle autorità comuniste nella prima fase – quando la pandemia poteva ancora essere contenuta e il regime perseguitò chi lanciò l’allarme – sembra che tutti abbiano paura di parlare, perché la Cina è una superpotenza molto suscettibile e il “partito cinese” allunga la sua influentissima ombra sulle società occidentali (basti vedere l’isolamento internazionale del Dalai Lama).

ZIBALDONE N. 32. PERCHE’ STA PASSANDO IL CENTENARIO DEL PCI E I POST-COMUNISTI FISCHIETTANDO GUARDANO ALTROVE

CENTENARIO

È passato anche il centenario della fondazione del Partito Comunista Italiano e sembra che nessuno se ne sia accorto. Di quel partito che fu il più forte Pc d’occidente, che raccolse l’adesione appassionata di milioni di militanti, di quel partito che aveva avanzato la pretesa di essere l’Italia migliore, sembra non rimanga nulla. Dissolto.

Per questo centenario è uscito il libro sentimentale di Fabrizio Rondolino, “Il nostro Pci. 1921-1991 un racconto per immagini” (Rizzoli) e quello di Mario Pendinelli e Marcello Sordi, “Quando c’erano i comunisti” (Marsilio).

DOBBIAMO SALVARE IL NATALE… MA E’ IL NATALE CHE SALVA NOI

“Salviamo il Natale”. Anche quest’anno si ripropone lo stesso slogan, tuttavia con molto meno allarme giacché il 28 novembre dell’anno scorsoavevamo 686 morti e 26.323 nuovi casi di contagio, erano ricoverati con sintomi 33.299 pazienti e c’erano nelle terapie intensive 3.762 malati più gravi.

Invece quest’anno il 28 novembre abbiamo avuto 47 morti (contro 686 dell’anno scorso), 12.932 nuovi casi (con più del doppio di tamponi fatti) e abbiamo 4.964 ricoverati nei reparti ordinari e 638 persone in terapia intensiva.

Quindi la narrazione novax secondo cui – ripetendo l’appello “salviamo il Natale” – siamo alle solite e non è cambiato niente, risulta del tutto destituita di fondamento. La situazione è enormemente diversa.

Quest’anno parliamo di “salvare il Natale” perché la pandemia accerchia le frontiere del nostro paese che però è fra quelli in migliori condizioni.

In particolare parliamo di “salvare il Natale” a causa della variante Omicron su cui tuttavia non giungono – al momento – le notizie apocalittiche che inizialmente temevamo.

QUAL E’ LA POSTA IN GIOCO PER L’ITALIA NELLA PARTITA DEL QUIRINALE

L’elezione del nuovo presidente della Repubblica è un appuntamento che – nelle cronache dei giornali – sembra un gioco a nascondino o un banale Risiko (per qualcuno un “rosico”). I partiti non sanno dove sbattere la testa.

In questa nebbia fitta di chiacchiere però ha fatto irruzione finalmente un pensiero, una riflessione geopolitica che fa capire almeno la vera posta in gioco nella partita del Colle.

Il piccolo e denso libro di Giulio Sapelli e Lodovico Festa – “due sovranisti molto chic” li ha definiti Giuliano Ferrara – ha un titolo perentorio: Draghi o il caos. La grande disgregazione: l’Italia ha una via d’uscita?” (Guerini e Associati).

ZIBALDONE N. 31. MESSORI: QUELLE PROFEZIE DI DON BOSCO SULL’ITALIA…

PAPA (E) RE

Milena Gabanelli e Andrea Ducci, sul Corriere della sera (24/11), hanno raccontato una vicenda molto interessante: “Il tesoro dei Savoia nascosto in Bankitalia”.

Il sottotitolo spiega meglio di cosa si tratta: “Lo scrigno con 6.732 brillanti e duemila perle fu consegnato da Umberto II a Luigi Einaudi all’indomani del referendum, 75 anni fa. Vale 300 milioni di euro, ma oggi a chi appartiene?”.

Proprio a quella vicenda storica ha dedicato tre capitoletti Vittorio Messori nel suo nuovo libro “La luce e le tenebre. Riflessioni fra storia, ideologie e apologetica (Sugarco).

Nel volume, che fa parte della messoriana collana “Vivaio” ed è un’altra straordinaria miniera di notizie storiche, l’autore fa riferimento alle memorie del marchese Alfredo Solaro del Borgo, che fu amministratore di Umberto II e che fu mandato in Vaticano perché il giovane ex sovrano e i suoi familiari, “visto il sequestro cui erano sottoposti i suoi beni”, quando nel 1946 dovettero partire per l’esilio, “risultavano privi di denaro”.

TOTOQUIRINALE. UN RENZI ANTI-SOVRANISTA CHE NON SA DI AVER FATTO IL PIU’ SCHIETTO GIURAMENTO SOVRANISTA

Nel discorso di venerdì alla Leopolda, Matteo Renzi ha parlato dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica: “sarà la priorità assoluta” ha detto “cercheremo un profilo riformista, europeista, che sia contro il sovranismo”.

Sono parole che sorprendono in un leader accorto e preparato come Renzi. Infatti il programma politico e ideologico che lui ha delineato non c’entra nulla con la figura del Capo dello Stato e con la sua elezione.

NOVITÀ

Dio abita in Toscana

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Il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, Libero, Il Giornale e la Verità hanno pubblicato tre anticipazioni del mio libro (già oggi sugli scaffali delle librerie),...

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