“I paesi d’Europa rimasti sotto l’influenza dei preti sono precisamente quelli dove ancora si canta, si danza, si mettono vestiti sgargianti e l’arte vive all’aperto. La dottrina e la disciplina cattolica possono essere dei muri, ma sono i muri di una palestra di giochi. Il cristianesimo è la sola cornice in cui sia conservata la gioia del paganesimo”.

Gilbert K. Chesterton scrive questo pensiero, nel 1908 (è anglicano, entrerà nella Chiesa Cattolica nel 1922). Le parole dello scrittore inglese sembrano descrivere Siena, con le sue belle mura, garanzia di libertà, difese strenuamente per secoli dai senesi, ma specialmente l’Allegoria del Buongoverno di Ambrogio Lorenzetti, con la danza delle fanciulle nella città che fiorisce, all’interno di una rappresentazione filosofica e teologica della politica che s’ispirava a san Tommaso d’Aquino e Aristotele.

In particolare sembra che Chesterton descriva il Palio che quell’allegria fa esplodere da secoli per le strade e nelle piazze di Siena, per le feste della Madonna.

Lo scrittore aggiungeva che “la cinta esterna del cristianesimo” è un “baluardo” fatto di “abnegazioni etiche e sacerdoti professionali”, ma al suo interno “si trova la vecchia vita umana che danza come i fanciulli e beve vino come gli uomini, giacché il cristianesimo è la sola cornice che racchiude e limita la libertà pagana. Nella filosofia moderna” proseguiva lo scrittore “si verifica il contrario; la cinta esterna è innegabilmente artistica ed emancipata: la sua disperazione sta dentro. Ed è la disperazione di non credere che l’universo abbia un qualche significato. Non può sperare di trovare niente di romanzesco: i suoi romanzi saranno senza trama”.

C’è questo tipo di consapevolezza nell’intelligenza con cui l’amministrazione comunale di Siena (di centrodestra) fa vivere la tradizione e la ricchezza della storia della città: quest’anno, per dipingere il Palio di agosto, quello della Madonna Assunta (la Regina di Siena a cui è dedicata anche la Cattedrale e il mitico Campanone) è stata chiamata l’artista romena Teodora Axente, fra i maggiori interpreti della pittura figurativa contemporanea.

Da cristiana ortodossa, legata alla pittura bizantina (come la Maestà di Duccio), ha dichiarato a Sette: “avverto un forte legame con la spiritualità ed è un’opera per glorificare la Madonna che è al centro di tutto questo evento. Anche noi celebriamo la Madonna il 15 agosto”.

Non solo. Dall’8 agosto sarà inaugurata, nel Museo civico, proprio nel Palazzo pubblico, la mostra “Allegoria. Dedica ad Ambrogio Lorenzetti”, un’esposizione della stessa artista romena che dialoga con il ciclo del Lorenzetti: l’Allegoria ed effetti del Buono e del Cattivo Governo (1337-1340).

Questo celebre affresco l’ha affascinata anche per le sue folgoranti rappresentazioni simboliche: “ho avuto la sensazione di vedere il mondo contemporaneo, ma in dialogo con il passato”.

È vero. Come spiega padre Bruno Esposito, O.P., Tommaso d’Aquino basa la sua concezione del diritto “sull’oggettivo ordinamento delle cose in relazione alle persone… quel sano realismo giuridico che si pone agli antipodi del soggettivismo giuridico, prodromo di quell’arbitrio giuridico che sfocia inevitabilmente prima o dopo nel totalitarismo ovvero nella dittatura del relativismo”.

Nel capolavoro del Lorenzetti c’è la sapienza tomista: la gioia della festa è protetta dalle mura di questa filosofia politica.

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Antonio Socci

Da “Libero”, 18 luglio 2026