ALLA RICERCA DEL SENSO DELLA VITA (CI VORREBBE UN NUOVO DON BOSCO…)

 E’ stata chiamata “la triste gioventù” e pare la protagonista delle cronache estive di quest’anno. Nell’inverno scorso sui giornali era rappresentata come una gioventù dal presente precario e dal futuro incerto, che sconta i debiti dei padri e deve lasciare l’Italia per potersi costruire qualcosa.In questi giorni è diventata pure una “gioventù consumata” che “esaurisce la vitalità e la vita stessa in discoteca e nei dintorni. Questi giovani: che si avvelenano con pasticche e droghe”, come scrive Ilvo Diamanti.Ma c’è qualcosa che nessuno dice: estate o inverno, tutti sono sempre alla ricerca del senso della vita, sia la ragazzina adolescente che si riempie di piercing per “gridare” il bisogno di essere notata, cioè di esistere per qualcuno, di essere amata; sia il laureato in Informatica che deve fare il pizzaiolo, ma ora ha messo da parte i soldi per cercare a Londra la sua vera opportunità di lavoro.

ERANO I GIORNI DELLA VENDEMMIA, GESU’ CAMMINAVA PER LA CAMPAGNA….

Quel giorno le colline della Galilea erano in festa. Campagne piene di vendemmiatori, filari, allegria, colori accesi, grappoli d’uva, canti.Gesù, con la sua piccola compagnia, cammina tra i campi e sorride mentre in tanti lo salutano (“Rabbi! Rabbi!”). Va verso una fattoria sulla riva del lago di Genezaret.Il padrone di casa gli corre incontro: “Quanto gioia porti!”. Poi chiede: “Quella è tua madre?”.

INDIGNAZIONE PLANETARIA PER IL LEONE CECIL. MA PER I BAMBINI SGOZZATI ?

Non c’è partita, fra il leone Cecil e il dentista americano che l’ha ammazzato durante un safari. E’ ovvio che stiamo tutti dalla parte del leone.Particolare indignazione ha suscitato il fatto che il felino, una volta ucciso, sia stato decapitato così da diventare un trofeo di caccia.

LE PICCOLE VENDETTE DEL “PAPA MISERICORDIOSO” CHE NON PERDONA

Sebbene culturalmente lontano dal giornale di Ezio Mauro, voglio esprimere la mia solidarietà a “Repubblica” e al suo vaticanista Marco Ansaldo, escluso, per punizione (ma senza nessuna colpa personale), dall’aereo papale per il prossimo viaggio a Cuba e negli Usa, in base a una sconcertante decisione pontificia.Sono stupito che nessun giornale e nessun rappresentante della categoria abbia profferito parola. Mi chiedo anche perché Eugenio Scalfari, fondatore di “Repubblica” e ostentatamente amico fraterno del papa argentino, non dice quello che pensa di questa punitiva estromissione di “Repubblica” da parte di Bergoglio.

CONTINUA IL GIALLO DELLA “RINUNCIA” DI BENEDETTO XVI

C’è un giallo appassionante nella Chiesa. Avvolge i due ultimi conclavi, anzitutto quello da cui uscì eletto Joseph Ratzinger, nell’anno 2005.Poi il Conclave del 2013 perché – al di là della regolarità della votazione che potrebbe comportarne la nullità – esso non ci sarebbe stato se Benedetto XVI, l’11 febbraio 2013, non avesse fatto il gesto sconvolgente e tuttora immotivato della rinuncia al pontificato.Rinuncia controversa poiché Benedetto XVI, unico nella storia, ha deciso comunque di restare papa emerito e di mantenere il vestito bianco, il titolo e perfino le insegne pontificie, continuando a vivere “nel recinto di Pietro”.La domanda sulla rinuncia di Benedetto XVI, posta nel mio libro “Non è Francesco”, è tornata a riproporsi adesso per la pubblicazione di un’intervista a padre Silvano Fausti, che è stato per molti anni il confessore del cardinale Martini.

COCA, “FALCE E MARTELLO”. IL VIAGGIO DI BERGOGLIO

Immerso nella babele carnevalesca delle piazze e dei regimi sudamericani, papa Bergoglio appare a suo agio e il suo personaggio, calato in quel clima, diventa più decifrabile.La grottesca divinizzazione che ne hanno fatto in Ecuador, dove si vendevano souvenir che lo raffiguravano al posto di Cristo (ma l’adulazione e la papolatria dei media e delle sacrestie nostrane non è poi molto inferiore) ha fatto da cornice a discorsi che somigliano a comizi peronisti, con poco di soprannaturale.Ieri poi, arrivato in Bolivia, Evo Morales, presidente socialista della Bolivia, ha accolto il “fratello Papa” dandogli in dono il simbolo della falce e martello su cui era raffigurato Cristo crocifisso.La stessa blasfema raffigurazione campeggiava pure sulla medaglia che ha messo al collo del papa argentino.

Occhi di cielo

Anticipo qui un capitolo del mio libro “Avventurieri dell’eterno” (Rizzoli), da oggi in libreria

SPROFONDO ROSSO PER CL: IL MEETING 2015 DIVENTA FESTA DELL’UNITA’ (E BENEDETTO XVI….)

Il titolo del Meeting di Rimini si presta quest’anno a molte battute: “Di che è mancanza questa mancanza?”. Imperversano le risposte più fantasiose, da quelle sarcastiche (“di sponsor”) a quelle irriverenti (“di senso del ridicolo”), da quelle volgari (che non riporto) a quelle serie (“di fede”).Ma io vorrei dare una risposta ragionata. E allora per capire non solo di cosa è “mancante” il Meeting 2015 e l’attuale CL, ma, in questo momento storico, anche la Chiesa (e il mondo), vi invito a considerare un fatto, apparentemente marginale, accaduto ieri: Benedetto XVI, a Castelgandolfo, ha ricevuto due lauree honoris causa.

il mio nuovo libro

GIOVEDì PROSSIMO, 9 LUGLIO, IN TUTTE LE LIBRERIE ESCE IL MIO NUOVO LIBRO, “AVVENTURIERI DELL’ETERNO”

IL MONDO ODIA E PERSEGUITA CHI APPARTIENE A CRISTO (LE STIGMATE SIGNIFICANO I SEGNI E LE PAROLE DI ODIO CHE I DISCEPOLI DI CRISTO RICEVONO DAL MONDO). SE INVECE I NEMICI DI DIO TI APPLAUDONO E TI ACCLAMANO PROFETA C’E’ IL RISCHIO DI LAVORARE PER IL NEMICO DI DIO….

LA FOTO RIPRODUCE IL TITOLO DELLA “REPUBBLICA” (UNO DEI GIORNALI PIU’ ANTICATTOLICI) ALL’ENTUSIASTICO EDITORIALE CHE EUGENIO SCALFARI OGGI HA DEDICATO AL SUO BENIAMINO, PAPA BERGOGLIO: “Francesco, papa profeta che incontra la modernita’” “Un Papa che oggi non subisse critiche fallirebbe il suo compito dinanzi a questo tempo. Paolo VI ha resistito alla telecrazia e alla demoscopia, le due potenze dittatoriali del presente. Ha potuto farlo perché non prendeva come parametro il successo e l’approvazione, bensì la coscienza, che si misura sulla verità, sulla fede“.Joseph Ratzinger (alla morte di Paolo VI)
 “Giovanni Paolo II non chiedeva applausi, né si è mai guardato intorno preoccupato di come le sue decisioni sarebbero state accolte. Egli ha agito a partire dalla sua fede e dalle sue convinzioni, ed era pronto anche a subire colpi. Il coraggio della verità è ai miei occhi un criterio di primo ordine della santità. Solo a partire dal suo rapporto con Dio è possibile capire anche il suo indefesso impegno pastorale. Si è dato con una radicalità che non può essere spiegata altrimenti”.Joseph Ratzinger su Giovanni Paolo II
 “Nostro Signore disse che alla fine dei tempi quando Satana sarà assiso sul suo trono (Ap 2,13), apparirà tanto simile a Lui sì da ingannare, se fosse possibile anche gli eletti (Mt 24,24). Ma se Satana opera prodigi, se pone delicatamente le mani sul capo dei bimbi, se appare benigno e benevolo con il povero, come faremo a distinguerlo dal Cristo? Ebbene Satana non porterà le stigmate sulle mani o sui piedi o sul costato. Egli apparirà come sacerdote, ma non come vittima”Arcivescovo Fulton Sheen(è in corso il processo di beatificazione: il 28 giugno 2012 papa Benedetto XVI ne ha dichiarato le virtù eroiche attribuendogli così il titolo di Venerabile)La frase è tratta da Il sacerdote non si appartiene, Torino 1963, pp. 25-26.