ZIBALDONE N.35. UNA BATTUTA DI ODIFREDDI, UNA STRAORDINARIA PAGINA DI RATZINGER, LA FOLLIA DEL COMUNISMO NORDCOREANO

PADRE E PADRONI

Piergiorgio Odifreddi ama la battuta ad effetto e il paradosso. Repubblica (22/12) riferisce queste sue parole: “Quasi tutti siamo atei nei confronti di quasi tutte le fedi. Chi si definisce credente è ateo in tutte le religioni tranne la sua”.

In effetti la frase ha una sua divertente logica. Potremmo aggiungere scherzosamente che – allo stesso modo – nessun matematico crede veramente ai numeri perché ritiene che due più due faccia solo quattro ed esclude tutti gli altri numeri.

Del resto Odifreddi non è originale perché i cristiani del I e del II secolo effettivamente furono proprio accusati di ateismo (subendo persecuzioni) in quanto non riconoscevano gli dèi pagani e la divinità dell’imperatore.

NELL’ANNO DANTESCO SI E’ CANCELLATO IL VERO DANTE

Il 2021 è stato l’anno della Dantemania. Per celebrare i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta tutti si sono mobilitati, così siamo stati letteralmente alluvionati dagli eventi e dalle chiacchiere dantesche. Centinaia sono state le iniziative, che hanno sfidato anche il Covid.

Si è visto e sentito di tutto. Dai convegni ai quiz danteschi, dalle mostre alle letture pubbliche del poema sacro (in tantissime città e anche nei paesi), dai programmi televisivi ai libri. Tutte le arti si sono cimentate con Dante, dal teatro alla danza, dalla pittura alla scultura, dal cinema alla musica, dalla miniatura al fumetto.

La rete poi è stata invasa, specialmente con il Dantedì e la campagna social “In Viaggio con Dante”. Infine un fiume di pagine di giornale dedicate all’Alighieri. Nel sito del Ministero dei Beni culturali sono elencati gli eventi e le celebrazioni più importanti. Una miriade.

Alcune iniziative sono state pregevoli, altre meno, di altre ancora potevamo fare a meno. Ma certamente è stato importante che l’Italia ritrovasse – anche nel sentimento popolare – il suo grande poeta, padre della nostra lingua e vertice assoluto della letteratura mondiale.

Non si ricorda nulla di paragonabile, anche perché internet, radio, televisioni e giornali hanno enormemente amplificato l’anniversario.

Così Dante è passato dall’inferno della dimenticanza e del rifiuto(perché la scuola sessantottina lo aveva ormai archiviato come un vecchio reazionario), al paradiso della celebrazione nazionale e della passione popolare. Senza risparmiarsi il purgatorio kitsch di tante rievocazioni e di tante chiacchiere da salotto.

“DIETRO LE MASCHERE E LE ARMATURE, I RUOLI E I TITOLI, SIAMO TUTTI LEBBROSI BISOGNOSI DI ESSERE GUARITI”. DIO E’ VENUTO FRA NOI PERCHE’ HA COMPASSIONE DI TUTTI I SUOI FIGLI. UN BAMBINO INERME ABBATTE I SUPERBI DAI TRONI E INNALZA GLI UMILI. IL NATALE 1991 QUANDO LA BANDIERA ROSSA FU AMMAINATA DAL CREMLINO

Il Natale non è una bella favola che, una volta nell’anno, fa dimenticare la crudeltà delle cronache, a cominciare dalla pandemia. Anche la pandemia permette di capire cos’è il Natale, perché ci ricorda che l’umanità è “malata”: in realtà è malata da sempre, nel profondo e non (solo) di Covid, ed è per questo che è venuto sulla terra il Figlio di Dio.

Ieri il papa, negli auguri alla Curia, ha usato un’immagine impressionante: “Tolte le nostre vesti, le prerogative, i ruoli, i titoli, siamo tutti dei lebbrosi bisognosi di essere guariti”.

IL DISASTRO DEL “PARTITO PRESO” (NON SOLO SUL VACCINO…)

La pandemia ha avvelenato il clima che già prima era abbastanza rancoroso. In particolare ad incendiare il dibattito pubblico è stato l’irrompere del fenomeno Novax.

Cosa s’intende per Novax? Non si tratta di chi ha paura a fare il vaccino o di chi ha domande (più che legittime) o dubbi, i quali meritano rispetto e risposte serie e argomentate.

Non si tratta nemmeno di chi critica la gestione dell’emergenza pandemica, disastrosa soprattutto nel primo anno (governo Conte2): questo giornale ha sempre raccontato e criticato gli errori, i ritardi, la confusione, le assurdità di tutte le fasi dell’emergenza.

No, per Novax s’intende un’ideologia. Si potrebbe forse definire: un’ideologia del sospetto universale che delegittima (e rifiuta) ogni autorità.

ZIBALDONE N. 34. TOMASO MONTANARI: “HO PERDUTAMENTE AMATO LE CHIESE…”

“Il visitatore che entra nella navata di Santa Maria Maggiore si crede trasportato nel mondo antico: è una chiesa cristiana, o il portico di Atene dove i filosofi insegnavano la saggezza? Queste belle colonne ioniche sormontate da un architrave, queste lunghe linee orizzontali, questi vasti spazi esprimono la serenità, e la pace”.

Tomaso Montanari si riconosce in questa pagina di Émile Mâle: “Fin da bambino” scrive nel libro “Chiese chiuse” (Einaudi) – “ho perdutamente amato le chiese. Varcare la soglia delle immense basiliche ombrose della mia città, Firenze, voleva dire entrare in un tempo separato eppure tangibile, vivo, colorato. Come una favola: ma vera, e infinita. Una favola in cui i morti, che abitano sotto il pavimento o nelle grandi arche addossate ai muri, ci parlano; le opere d’arte sono come vivi animali nella tana; Dio è vicinissimo, e il tempo corre avanti e indietro… forme, testi che rendono tangibile, vorrei dire abbracciabile, la Storia. Luoghi di silenzio: pause nella vita di ogni giorno, capaci di suggerire un diverso senso del tempo, un altro ritmo esistenziale. Un riposo dell’anima, e del corpo. Ancora oggi, se chiudo gli occhi, riesco a sentire l’inconfondibile odore umido della mia amatissima Santa Maria Novella, dove sono cresciuto”.

GLI ERRORI DEGLI USA SU RUSSIA, CINA E UCRAINA. LA GIUSTA INTUIZIONE DI BERLUSCONI DEL 2002 E GLI ATTUALI VENTI DI GUERRA

epa01568734 Picture dated 28 May 2002 shows Italian Prime Minister Silvio Berluskoni (C) tries to cut very long handshake between Russian PresidenVladimir Putin (L) and US President George W. Bush (R) while posing for the press after they have signed declaration in Pratica di Mare air force base outside Rome, Italy. George W. Bush, the forty-third President of the United States of America, was sworn in 20 January 2001. His term ends 20 January 2009. EPA/SERGEI CHIRIKOV

Un vecchio leader democristiano, Pierluigi Castagnetti, che i media ritengono molto vicino al presidente Mattarella, nei giorni scorsi – considerando la tensione fra Usa e Russia – ha scritto un tweet alquanto saggio:

“Non scherzare col fuoco. Va bene la reazione USA alla minaccia russa di invadere l’Ucraina con 175000 uomini. Va bene la vicinanza UE all’Ucraina. Ma che facciamo per evitare che? Forse è ora di dire che la pretesa russa che l’Ucraina non entri nella Nato ha qualche senso”.

Parole di realismo andreottiano. Infatti l’ingresso dell’Ucraina nella Nato – peraltro in violazione degli impegni presi con Mosca dai presidenti americani – non è solo una questione diplomatica fra Usa e Russia, ma è un rischio colossale per tutti noi: potrebbe essere la scintilla che rischia di trascinarci in un conflitto, prima economico, con disastrose sanzioni e grossi problemi per le forniture di gas, ma forse poi anche militare.

GLI 85 ANNI DI PAPA BERGOGLIO: PRIMO BILANCIO DI UN PONTIFICATO. DOPO TANTE CRITICHE E’ GIUSTO RICONOSCERGLI CHE…

Voglio segnalare anche il bell’articolo del professor Giovanni Maddalena  QUI che coglie un altro importantissimo aspetto della conferenza stampa del papa.

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Domani è l’anniversario dell’ordinazione sacerdotale di Jorge Mario Bergoglio che venerdì 17 dicembre compirà 85 anni. Non so se, in cuor suo, farà un primo bilancio del suo pontificato (gli analisti hanno già cominciato).

Di certo è gravoso guidare la Chiesa nella tempesta di questi anni, assistere a una così galoppante scristianizzazione (in un mondo che sembra impazzito) e trovarsi sempre esposto agli attacchi dei demonizzatori e alle lusinghe degli adulatori (non so cosa è peggio).

Sono arrivati a imputargli pure il vaccino, come fosse una sua colpa e non una protezione dalla pandemia (peraltro è il vaccino di Trump, non certo del papa).

Anche ieri un giornale lo ha accusato di non dire nulla sul prossimo dibattito parlamentare italiano relativo all’eutanasia, quando proprio l’altro ieri, parlando ai giuristi cattolici, il papa aveva implorato i giuristi di rifendere i diritti dei dimenticati e – insieme a lavoratori e migranti – aveva citato malati, bambini non nati, persone in fin di vita e poveri (peraltro sull’aborto Francesco usa espressioni perfino più dure di Giovanni Paolo II).

Dall’altra parte apri “Repubblica” e trovi Scalfari che, professandosi suo tifoso, gli attribuisce improbabili teorie o – proprio ieri – Luigi Manconiche ricama su una frase del pontefice relativa ai peccati della carne, attribuendogli una “svolta” che è solo nei desideri di Manconi (in realtà il papa ha solo ricordato la tradizionale distinzione della Chiesa fra il peccato di debolezza e il peccato di malizia).

ZIBALDONE N. 33. IL MILLENARISMO ECOLOGISTA A CUI CREDONO TUTTI

APOCALITTICI INTEGRATI

Non c’è solo un certo sgangherato millenarismo dei Novax. C’è anche quello ecologista, che è molto mainstream e annuncia continuamente l’apocalisse per il riscaldamento globale che – a sentire la narrazione dominante – sarebbe dovuto alle attività umane.

Una ventina di anni fa Bjørn Lomborg pubblicò un grosso volume per contestare – punto per punto – l’allarmismo verde: “The Skeptical Environmentalist” (“L’ambientalista scettico. Non è vero che la terra è in pericolo”, Mondadori), un best seller che sollevò molte discussioni. Un libro da rileggere.

Nei giorni scorsi Lomborg, sul settimanale “Tempi” (5/12), ha scritto della recente conferenza Onu sul clima di Glasgow ironizzando su questo simposio che si è presentato come “la nostra ‘ultima chance’ per contrastare la ‘catastrofe climatica’ e ‘salvare l’umanità’”.

LA DITTATURA DEL RUMORE, LA DISPERAZIONE DEL MONDO, IL SILENZIO DI FRA’ VINCENT E I MEDIA CHE “BUCANO” LA NOTIZIA PIU’ GRANDE

Anche Ernesto Che Guevara ha fatto cose buone. Mi sono imbattuto in un suo pensiero che mi sembra utile oggi: “il silenzio è una discussione portata avanti con altri mezzi”.

È un suggerimento prezioso nella sarabanda su vaccini e Green Pass che continua da mesi a imperversare sui media. Ci vuole una moratoria.

Nessun bavaglio o censura, solo un’autodisciplina che regali a tutti un po’ di quiete. Spero che l’atmosfera natalizia metta fine all’isteria collettiva.

PANDEMIA E ITALIA. QUELLO CHE IL CENTRODESTRA AVREBBE DOVUTO (E DOVREBBE) DIRE

Siamo al terzo inverno di pandemia e, in questa tempesta mondiale che fa migliaia di morti e grandi danni economici, fino a destabilizzare le istituzioni democratiche, nessuno parla più del suo luogo di origine, la Cina.

La pandemia ci è già costata quanto una guerra persa, in termini di vite umane e di ricchezza distrutta, e ancora non si capisce quando e come ne usciremo.

Ma della misteriosa origine del virus, degli errori e delle bugie delle autorità comuniste nella prima fase – quando la pandemia poteva ancora essere contenuta e il regime perseguitò chi lanciò l’allarme – sembra che tutti abbiano paura di parlare, perché la Cina è una superpotenza molto suscettibile e il “partito cinese” allunga la sua influentissima ombra sulle società occidentali (basti vedere l’isolamento internazionale del Dalai Lama).

NOVITÀ

Dio abita in Toscana

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Il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, Libero, Il Giornale e la Verità hanno pubblicato tre anticipazioni del mio libro (già oggi sugli scaffali delle librerie),...

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