I VANGELI, CRONACHE FEDELI DI FATTI VISTI E TOCCATI CON MANO

Il filologo Luciano Bossina tiene oggi a Torino una conferenza, in parte anticipata da Avvenire (26/11), sulla “physis”(natura): “nella letteratura e nella filosofia greca il termine physis ricorre ovunque, e si carica di valori profondi e sempre mutevoli”.

Ma – aggiunge Bossina – gli studiosi ebrei che, nel III secolo a.C., tradussero in greco la Bibbia (la Bibbia dei Settanta) “in tutto l’Antico Testamento non hanno mai trovato un termine equivalente… Dunque la ‘natura’ nell’Antico Testamento non c’è”. Compare solo nei libri che furono “composti direttamente in greco”.

E il Nuovo Testamento? Bossina spiega: “la parola ‘natura’ nei Vangeli non c’è. E Nemmeno negli Atti degli Apostoli. Gesù non l’ha mai pronunciata”.

MA ORA NON DATE DEL “TRUMPIANO” A DON MILANI

“Come fortemente voluto dal neopresidente Trump, la Bibbia arriva sui banchi di scuola. Il via sarà a brevissimo in Texas. Il board delle scuole dello stato del Texas ha varato in via preliminare un nuovo curriculum scolastico per i bambini dalla materna fino alla fine delle elementari in cui riferimenti biblici sono inclusi nel programma delle lezioni”.

Così scrive la Stampa (20/11). A dire il vero si tratta di un programma facoltativo. Il New York Times ha fatto qualche esempio: in una lezione per la scuola materna si parla di Gesù illustrando il Discorso della Montagna e in una per la quinta elementare si spiega L’Ultima cena di Leonardo rifacendosi al racconto evangelico.

IL GLADIATORE, SIMBOLO DELL’EPOCA TRUMP

“America is New Rome”. Così Elon Musk ha rilanciato dei tweet di “Culture critic” che ieri sera avevano 21 milioni e mezzo di visualizzazioni e migliaia di like e commenti (numeri simili ha fatto il tweet di Musk sull’America come la Nuova Roma).

L’AMERICA EREDE DI ROMA

Il thread di “Culture critic” esordisce così: “L’America fu fondata per essere la vera erede dell’antica Roma. Ma la maggior parte delle persone non sa quanto siano profondi i parallelismi (…). Ecco perché viviamo ancora a Roma e perché questa volta non crollerà”.

UN NUOVO LIBRO DEL CARD. SARAH

“Cerchiamo con il desiderio di trovare, e troviamo con il desiderio di cercare ancora. Cercando te, mio Dio, io cerco la felicità della vita”

Sant’Agostino

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INCREDIBILE! UN FAMOSO E ANTICO SIMBOLO CRISTIANO (CHE RAPPRESENTA LE 5 PIAGHE DI CRISTO) SCAMBIATO DA CERTI MEDIA PER UN SIMBOLO NAZISTA/SUPREMATISTA

Non sapendo più come attaccare Donald Trump ora si polemizza sui tatuaggi. A dar fuoco alle polveri è stata l’Associated press secondo cui “Pete Hegseth, veterano della Guardia nazionale dell’esercito e conduttore di Fox News nominato da Donald Trump a capo del Dipartimento della Difesa, è stato segnalato come possibile ‘minaccia interna’ da un collega militare a causa di un tatuaggio sul bicipite associato a gruppi di suprematisti bianchi”.

Hegseth “ha affermato di essere stato ingiustamente identificato come estremista a causa di un tatuaggio a forma di croce sul petto”. E l’Ap ha ribattuto che c’è anche “un tatuaggio diverso con la scritta ‘Deus Vult’”.

È intervenuto addirittura il vicepresidente eletto JD Vance su Twitter: “Stanno attaccando Pete Hegseth perché ha un motto cristiano tatuato sul braccio. Questa è un disgustoso bigottismo anticristiano da parte dell’AP, che dovrebbe vergognarsi”.

FINKIELKRAUT SU IMMIGRAZIONE, ANTISEMITISMO, ISLAM E IDENTITA’ NAZIONALE

Portrait of Alain Finkielkraut 02/09/2019 ©Hannah ASSOULINE/Opale.photo

Alain Finkielkraut, uno degli intellettuali più interessanti del nostro tempo, nacque a Parigi (da genitori ebrei polacchi sopravvissuti ad Auschwitz) nel 1949 ed esordì partecipando alla contestazione studentesca del maggio ’68 a Parigi.

Con gli anni prese le distanze dal conformismo progressista. Critico del politicamente corretto, nell’intervista rilasciata alla Stampa (12/11), riflettendo sulle recenti aggressioni di Amsterdam ai tifosi israeliani, fa considerazioni molto pungenti.

DIETRO AL VOTO NEGLI USA C’E’ (ANCHE) IL RINASCIMENTO DELLA CHIESA AMERICANA. ORA E’ IL “MOMENTO” DEI CATTOLICI

Poco prima delle elezioni americane è uscito il libro dello storico francese Emmanuel Todd, La sconfitta dell’Occidente che fa una spietata analisi dell’autodistruzione dell’occidente euroamericano. Vi si trovano alcune ragioni del naufragio elettorale dei Dem (sulla linea Biden-Harris-Obama-Clinton) e della crisi della UE.

Però, il 5 novembre, il voto ha ribaltato quella linea suicida. Il New York Timesha titolato “L’America di Trump: la vittoria cambia il senso che la nazione ha di se stessa”. In effetti gli Stati Uniti hanno chiesto di ritrovare la propria identità. Ma con quali energie culturali e morali si potrà realizzare una svolta forte come quella di Ronald Reagan che chiuse il decennio della contestazione e del Vietnam?

DIETRO LA CACCIA ALL’EBREO AD AMSTERDAM C’E’ L’ISLAMIZZAZIONE DELL’EUROPA. CHE “SE CONTINUA COSI’ ALLA FINE DEL SECOLO AVRA’ UNA MAGGIORANZA MUSULMANA” (BERNARD LEWIS)  

La caccia agli ebrei che si è verificata ad Amsterdam deve far riflettere. Non è un caso isolato. Gadi Luzzatto Voghera, direttore della Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea, dice che “in Olanda dal 7 ottobre i casi di odio verso gli ebrei sono cresciuti dell’800 per cento. Da noi la metà, ma la caccia all’ebreo compiuta da giovani delle comunità arabe l’abbiamo vista anche in Italia, per esempio lo scorso 25 aprile a Milano”.

Certo è orribile che, nel 2024, a ottant’anni dalla shoah, gli ebrei non possano vivere sicuri nei Paesi europei. Ma il problema non riguarda solo loro. Riguarda tutti noi e pure il futuro delle nostre democrazie.

35 ANNI DOPO L’ABBATTIMENTO DEL MURO LA SINISTRA E’ ANCORA SOTTO LE MACERIE DEL COMUNISMO

Oggi è il 35° anniversario dell’abbattimento del Muro di Berlino, evento simbolico che dette il via al crollo dei regimi comunisti dell’Est europeo(segnò di fatto la fine del Novecento). Ma è probabile che sui giornali questo anniversario non trovi grande spazio. E se anche uscirà qualche articolo sarà rievocativo: i partiti, la cultura e i media progressisti continueranno con l’atteggiamento di questi decenni sulla questione “comunismo”.

PERCHE’ NON C’E’ NEANCHE UNA MANIFESTAZIONE CONTRO L’OCCUPAZIONE DEL TIBET DA PARTE DELLA CINA COMUNISTA CHE ORA SI PREPARA A PRENDERSI PURE TAIWAN PORTANDO IL MONDO ALLA SOGLIA DI UN CONFLITTO MONDIALE?

Da mesi vediamo manifestazioni per la Palestina in cui si urla contro la cosiddetta occupazione israeliana (in realtà la Striscia di Gaza da decenni è governata dai palestinesi e così una parte della Cisgiordania).

Non se n’è vista una contro la vera occupazione (dal 1950) del Tibet da parte della Cina comunista la quale nel 1997 ha preso anche il controllo di Hong Kong e annuncia che presto toccherà a Taiwan (l’isola ha una grande importanza strategica per l’egemonia sull’area dell’Indo-Pacifico).

Ma chi manifesta contro la Cina? Nessuno. A quanto pare il regime comunista può occupare impunemente. Si protesta e si urla solo contro Israele, peraltro senza conoscere la storia del conflitto arabo-israeliano, né la situazione di quell’area. E non si protesta per lo Stato veramente occupato: il Tibet.

NOVITÀ

Dio abita in Toscana

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Il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, Libero, Il Giornale e la Verità hanno pubblicato tre anticipazioni del mio libro (già oggi sugli scaffali delle librerie),...

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