Disinformazione: verità o menzogna? Sia per Mosca che per Washington è un problema insidioso. In Russia si affronta in modo autoritario. Negli Usa? Un mese fa Biden ha pensato di risolverlo istituendo una sorta di “ministero della verità” chiamato Disinformation Governance Board (Dgb), dipendente dal loro ministero dell’Interno.

Ma una trovata tanto orwelliana, per braccare e reprimere la cosiddetta “disinformazione”, era controproducente. I repubblicani già protestavano per la possibile limitazione della libertà di espressione. Così tutto è stato sospeso.

Anche in Europa serpeggia l’idea che il potere politico – specialmente in nome di presunte emergenze nazionali – possa stabilire una “verità ufficiale” che delegittimi o addirittura censuri altre versioni dei fatti e opinioni dissenzienti in quanto sospette o pericolose. Ma è compatibile con la democrazia? Continua

Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi a proposito della guerra in Ucraina(una settimana fa, venerdì e ieri) sono improntate al realismo, alla volontà di pace e al desiderio di evitare ricadute economiche devastanti per l’Italia e per il mondo:

“Non posso che condividere la preoccupazione di tanti per uno sviluppo incontrollato del conflitto. Il fatto stesso che si parli, con qualche leggerezza di troppo, del possibile uso di armi nucleari significa mettere in discussione quella soglia, ben chiara a tutti persino negli anni della guerra fredda, che escludeva l’uso dell’arma atomica in un conflitto locale. Non possiamo che condividere quindi gli appelli di quanti – primo fra tutti Papa Francesco – invocano di fare ogni sforzo per giungere alla pace al più presto. Per porre fine all’orrore della guerra, e al tempo stesso per garantire al popolo ucraino il suo legittimo diritto all’indipendenza e alla libertà”.

Ma se neppure il Papa era stato risparmiato dall’accusa di putinismo, per aver strenuamente fatto appello alla trattativa, non poteva certo essere risparmiato il Cavaliere. Continua

Sta cambiando il vento per Mario Draghi? Di certo nessuno ha avuto il vento favorevole come lui, in questi quindici mesi del suo governo.

È difficile ricordare, nella storia repubblicana, un esecutivo sostenuto dalla quasi unanimità del Parlamento e dal coro – pressoché completo – dei media (nazionali e internazionali), oltreché dai governi occidentali. Peraltro senza conflittualità sociale (che non è poca cosa).

Data questa situazione favorevolissima, di cui mai nessuno aveva goduto, si speravano e si annunciavano grandi risultati. Invece oggi la situazione non è affatto entusiasmante e si cominciano a vedere delle crepe nel consenso al premier e al suo governo. Continua

La scoperta di un testo inedito di san Francesco d’Assisi (ne ho scritto ieri su “Libero”), merita – per la sua importanza – un approfondimento. Il testo, in latino, si trova nel manoscritto L. 1258 conservato presso l’Archivio Historico Nacional di Madrid e non era stato mai pubblicato.

Nel 1974 padre Angel Uribe dette notizia dell’esistenza del manoscrittoe ne descrisse le caratteristiche. Segnalò pure che alle carte 286rb-287ra vi era una breve preghiera latina preceduta dalla scritta in rosso “Oratio composita a beato Francisco”. Ma nulla di più. Sono molti i testi attribuiti al santo che in realtà sono ritenuti falsi. Anche l’esperto Kajetan Esser classificò questo componimento tra “gli opuscoli dubbi e certamente non autentici”. Non aveva potuto studiarlo e riteneva di non poter dare un giudizio definitivo.

Nessuno studioso l’ha poi analizzato, né pubblicato. Finché un esperto di manoscritti, Aleksander Horowski, dell’Istituto Storico dei Cappuccini,gli ha dedicato un’analisi specialistica e – anche dopo essersi confrontato con altri esperti – è arrivato alla conclusione che effettivamente questa preghiera è un testo autentico di san Francesco. Continua

La scoperta, dopo tanti secoli, di un componimento inedito di san Francesco d’Assisi è una notizia importante dal punto di vista religioso e storico. Ma è anche emozionante perché di colpo siamo raggiunti dalla voce di Francesco che parla a noi di “pace”.

Cosa ancora più preziosa oggi considerando il momento storico e gli sforzi che il Papa – che porta il nome del santo – sta facendo per risparmiare al mondo un conflitto planetario e forse atomico.

La scoperta dell’inedito è stata annunciata da padre Aleksander Horowski, dell’Istituto Storico dei Cappuccini, nell’ultimo numero di“Frate Francesco. Rivista di cultura francescana” (annata 88, anno 2022). Continua

Ieri Carlo De Benedetti – che si definì “la tessera numero 1 del Pd” – con un’intervista al “Corriere della sera” ha annichilito il Pd: la “linea Letta” sulla guerra in Ucraina è stata demolita, polverizzata.

La voce di De Benedetti non è importante solo per ciò che rappresenta come imprenditore. Anni fa Walter Veltroni (allora segretario del Pd) spiegava la battuta sulla “tessera n. 1” con il fatto che “i giornali di De Benedetti hanno avuto un ruolo molto importante nell’evoluzione della sinistra italiana. Ricordo quando, ai tempi del crollo del Muro e della trasformazione del Pci, coltivavamo con Scalfari il sogno di un partito che un giorno potesse unire i riformismi italiani. Quella spinta verso l’innovazione è stata la bussola della storia di De Benedetti editore”.

Dunque per la sua storia la voce dell’Ingegnere pesa molto e oggi abbatte la narrazione dominante del Pd. Già a fine marzo, a “Otto e mezzo”, aveva rifiutato la retorica bellicista esprimendosi contro l’aumento delle spese militari (deciso pressoché all’unanimità da governo e parlamento) e affermando che “questa guerra avrà conseguenze inenarrabili: anzitutto un enorme problema di fame nel mondo, uno shock energetico simile allo shock petrolifero del 1973 (che generò una recessione di anni), quindi recessione e crollo delle Borse”.

Un quadro apocalittico che già confutava gli “esportatori di democrazia” atlantisti pronti ad abbracciare l’idea di Biden di una guerra infinita che serve a logorare e abbattere Putin. Nell’intervista di ieri De Benedetti fa un’autentica lezione di politica al “partito della guerra”.

Anzitutto annuncia l’arrivo di masse enormi di affamati ora che la prospettiva della carestia planetaria, per il collasso del granaio del mondo e il blocco delle navi cariche di grano, si sta realizzando nei fatti. Continua

Le Metamorfosi di Ovidio? Nulla rispetto alle metamorfosi dei comunisti italici, comprese le più recenti con le quali sono diventati “pasdaran” dell’ortodossia atlantica, severi censori del pacifismo e predicatori umanitari.

E questo senza mai riconoscere l’errore di essere stati comunisti al tempo dell’Urss di Breznev e Andropov. Anzi ritengono di avere tutti i titoli perdare lezioni oggi di atlantismo e umanitarismo.

Prendiamo l’editoriale (sul “Corriere della sera” di venerdi) di Walter Veltroni, il quale è una persona gentile, intelligente e piacevole, ma in quel pezzo ha cucinato un confuso minestrone in cui riesce a cantare le lodi del Nord Vietnam comunista che combatteva contro “l’invasione straniera” degli Usa e – al tempo stesso – le lodi dei soldati Usa che sbarcarono in Italia e in Normandia per combattere contro il nazifascismo (non furono due “invasioni” per la libertà?). Continua

Roberto Calasso, fondatore e simbolo della casa editrice Adelphi, ci ha lasciato un libro intitolato “Sotto gli occhi dell’Agnello” (Adelphi). Le recensioni di questo volumetto citano questa frase come il distillato del suo pensiero: “Gesù è il migliore, anche se molto gli manca”.

A qualcuno – leggendola – è venuta in mente la memorabile battuta dell’umorista Walter Fontana: “Era un bambino presuntuoso e saccente. Quando la maestra di prima elementare gli chiese: ‘Ma tu credi in Dio?’, lui rispose: ‘Be’, credere è una parola grossaDiciamo che lo stimo’”. Continua

Dopo due anni di pandemia, due anni da incubo, l’Italia del turismo sta ripartendo. Per il 2022 infatti le stime parlano di più di 92 milioni di arrivi e circa 343 milioni di presenze fra stranieri e italiani (un aumento – rispettivamente – del 43 per cento e del 35 per cento rispetto all’anno scorso).

Non siamo ancora tornati ai dati del 2019, ma la ripresa è forte. Sperando che i venti di guerra che soffiano impetuosi non gelino questa fioritura…

Con l’inizio di maggio sciameranno verso la Penisola milioni di persone che cercano nella nostra terra una Bellezza sognata e ignota, che tante volte hanno sentito raccontare o che hanno già assaporato e vogliono tornare a gustare. Continua

Dei nostri due santi patroni d’Italia, il primo – Francesco d’Assisi – è popolarissimo. Mentre Caterina da Siena (che si festeggia proprio oggi) è pressoché sconosciuta a tutti. Eppure avrebbe delle  caratteristiche straordinariamente “moderne”.

RIVOLUZIONARIA

Si tratta infatti di una delle poche donne che fu protagonista del suo tempo al punto che perfino dei papi – oltreché degli uomini di Stato – furono influenzati dal suo carisma, dalla sua personalità.

Ma non era solo una donna: era una giovane donna (è morta a soli trentatré anni), oltretutto non di famiglia nobile o ricca, ma figlia del popolo (il padre era tintore), che – suo malgrado – si troverà a viaggiare per le sue missioni addirittura fino ad Avignone, cosa questa assai mal vista per una ragazza e che la esporrà a mille pettegolezzi maligni. Per di più era (inizialmente) analfabeta ed è stupefacente che la Chiesa in seguito l’abbia proclamata addirittura “Dottore della Chiesa” per la sua sapienza teologica e mistica. Continua