Rubrica 88

0

Rubrica 87

0

Rubrica 86

0

Rubrica 85

0

Rubrica 84

0

Rubrica 83

(D)anni passati

Le élite intellettuali che hanno flirtato con l’ideologia marxista, sono uscite senza alcun serio esame di coscienza da quella ubriacatura. Rari coloro che hanno lealmente guardato in faccia, per esempio, il delirio seguito al ‘68.
L’attore Michele Placido, intervistato di recente da Magazine (28/5), ha dolorosamente riconosciuto: “Ripensando a quegli anni non riesco a capire come potessi pensare certe cose. Non ero l’unico, ma arrivai a simpatizzare con le Br durante il rapimento Moro. Pura follia. E prima ancora i giudizi sulla morte di Pinelli, sull’omicidio Calabresi… gli errori di valutazione di una certa sinistra in quel periodo, visti oggi, sembrano dettati da turbe psichiche collettive”.
Interrogato sul caso Calabresi ha risposto: “A me non dispiacerebbe assistere a una catarsi social-cristiana”.

Rubrica 82

Mussoloni

Marco Bellocchio, regista di “Vincere”, ha risposto a una domanda del Corriere.Tv sul parallelo, fatto da qualche giornale straniero, fra il ventennio fascista e l’epoca di Berlusconi. Dice Bellocchio: “Non mi sembra. Il paragone Mussolini-Berlusconi è un po’ forzato, però si sente in Italia un’atmosfera molto pesante di conformismo”.

Di certo il conformismo è sempre in agguato ed è da temere o da ridicolizzare quando diventa sciocco servilismo (in qualsiasi schieramento), ma – a leggere la stampa in questi giorni – occorre davvero molta fantasia per vedervi conformismo berlusconiano. Semmai sembra si sia tornati all’antiberlusconismo degli anni Novanta.
Inoltre Bellocchio dimentica il vero, soffocante conformismo che da decenni domina la cultura (cinematografia compresa): il conformismo di sinistra.
Il regista ne ha notizia? E cos’ha fatto lui, nei decenni, per combattere questo autentico “regime” ideologico?

Rubrica 73

Indro e Moravia

I diari di Montanelli che Rizzoli tira fuori dal cilindro (“I conti con me stesso”) si annunciano gustosi. Viene fuori il Montanelli migliore, anticonformista e un po’ narciso, dalla prosa scintillante e dalla battuta feroce.
Un assaggio datato 28 dicembre 1969: “Moravia ha fondato, insieme a Pasolini e Dacia Maraini, un ‘comitato contro la repressione’.
E’ la riprova che la repressione non c’è. Se ci fosse, Moravia sarebbe coi repressori, come ha dimostrato avallando col suo silenzio la persecuzione di Solzhenitsyn in Russia”.

Rubrica 72

Maccheronico

Ogni domenica Barbara Spinelli tiene la sua omelia sulla prima pagina della Stampa, che il 15 marzo si apriva con il titolo altisonante del suo editoriale: “Habeas vultus”.
Voleva essere l’evocazione colta dell’ “Habeas corpus” medievale.
Solo che – ha fatto notare Gianni Gennari su Avvenire (17/3) – avrebbe dovuto essere “vultum”. L’errore non è del titolista, ma risale alla Spinelli stessa che lo scrive nell’articolo, insieme all’ “Habeas facies” (che sarebbe “faciem”).

Rubrica 71

In nome dell’Asor Rosa

Alfonso Berardinelli sul Domenicale del “Sole 24 ore” (8/3) stronca l’ultima opera di Alberto Asor Rosa, “Storia europea della letteratura italiana”. Eugenio Scalfari a sua volta dall’Espresso (19/3) stronca lo stroncatore Berardinelli, che dalle pagine del Sole (15/3) “ristronca Asor” e pure Scalfari. Mentre Giuliano Ferrara sul Foglio (16/3) annuncia che “godo come un pazzo per le belle, brutali stroncature di Asor Rosa”. Amor Roma…

Rubrica 70

Rosso sangue

Cosa sta accadendo in Italia per l’uscita del capolavoro di Andrzej Wajda, “Katyn”? Riassumiamo prima i fatti. Il polacco Wajda è uno dei più grandi registi viventi (fra i suoi film più famosi “L’uomo di marmo”, “L’uomo di ferro” e “Danton”). Katyn è la località nella quale l’Armata Rossa, per ordine del Politburo di Stalin, nel 1939 massacra a freddo circa 22 mila ufficiali polacchi.
Il contesto storico è quello dell’inizio della Seconda guerra mondiale che vede alleati di fatto, per il Patto Ribbentrop-Molotov, la Germania nazista e la Russia comunista: le due potenze invadono la Polonia da Ovest e da Est e se la spartiscono nel 1939. Già qui c’è la prima grande verità nascosta da 70 anni: il secondo conflitto mondiale scoppia per volontà concorde di Hitler e Stalin che sono di fatto alleati per i primi due anni (finché Hitler deciderà di rompere il patto e dichiarare guerra anche all’Urss). Una verità che ancora oggi una certa sinistra considera una provocazione.

Rubrica 69

Corriere del tramonto

In un editoriale sul Corriere della sera (15/2), intitolato “Una stagione al tramonto”, Ernesto Galli della Loggia ha tirato le somme, un po’ sconsolatamente, del dialogo fra laici e cattolici.
Lo storico, che ironizza su certi prelati smaniosi di “mettersi in mostra”, segnala invece come interessante e promettente per i laici – ma purtroppo interrotto – il dialogo con alcuni “giovani intellettuali, quasi sempre cresciuti nei movimenti” e con quegli stessi movimenti, specialmente Comunione e liberazione.

Rubrica 68

Il Medio Eco

Bisogna essere grati a Umberto Eco che periodicamente torna a ricordarci che nel Medioevo sapevano benissimo che la terra è rotonda.
Lo avevamo già letto anni fa, nella sua rubrica sull’Espresso, “La bustina di Minerva”, dove citava un interessante volume di un autore inglese il quale aveva ridicolizzato l’idea moderna secondo cui i medievali credevano che la Terra fosse piatta.
Sulla Repubblica (23/2) Eco torna a spiegare che questo pregiudizio antimedievale è del tutto infondato. Del resto basta aver sfogliato la Divina Commedia per capire che il suo autore e i suoi lettori sapevano benissimo che la Terra è rotonda.
Casomai bisognerebbe che Eco avesse il coraggio di fare i nomi. Scrive infatti: “si è sostenuto (anche da parte di seri storici della scienza) che il Medioevo aveva dimenticato questa nozione antica, e l’idea si è fatta strada anche presso l’uomo comune”. Ecco, mi chiedo: perché non dire chi sono questi “seri storici della scienza”?

Rubrica 67

New Age?

Due orizzonti ideologici contrapposti sono stati evocati dal neopresidente americano Obama: il realismo di Reinhold Niebuhr da una parte, il millenarismo utopista di Gioacchino da Fiore dall’altra.
Li avrà mai letti e studiati davvero? Quel che è certo è che si tratta di due prospettive antitetiche, come ci hanno spiegato i filosofi Gianni Dessì e Massimo Borghesi, citati in una precedente rubrica.
Avevamo detto che occorreva dunque decifrare le scelte della nuova amministrazione americana per capire qual è la sua vera prospettiva.
Una prima risposta arriva adesso da George Weigel secondo cui – riferisce Sandro Magister nel suo blog, sul sito dell’Espresso – “il senso messianico che Obama dà alla sua politica con la retorica dello ‘Yes, We Can’ è agli antipodi della visione che ebbe Niebuhr della politica e del mondo”.

Rubrica 66

Follia finale

Gianni Vattimo da tempo le spara sempre più grosse per tentare di far accendere qualche riflettore su di sé. Ma in questi giorni – come quel velleitario che, scolapasta in testa, dichiarò guerra alla Francia – ha provato a tirare un’atomica di carta su San Pietro.
Nel sito di “Micromega” si legge questa sua dichiarazione: “La tradizione della Chiesa cattolica si basa sul tenere i fedeli sotto minaccia terroristica.
La vicenda di Eluana Englaro dimostra che la Chiesa cattolica come istituzione non è riformabile, merita solo di essere distrutta. Siamo alla follia finale della Chiesa. Io non sono mai stato così consapevole della essenza diabolica della Chiesa cattolica come adesso”.

NOVITÀ

Dio abita in Toscana

0
Il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, Libero, Il Giornale e la Verità hanno pubblicato tre anticipazioni del mio libro (già oggi sugli scaffali delle librerie),...

I più popolari

error: Content is protected !!
Visit Us On TwitterVisit Us On Facebook