LA “PROVOCAZIONE” DI GALLI DELLA LOGGIA SUL COMUNISMO E LA (NON) RISPOSTA DI ESPOSITO

L’11 agosto scorso, sul Corriere della sera, Ernesto Galli della Loggia pubblicò una riflessione molto seria e controcorrente.IL ROSSO E IL NEROLa sua tesi in sintesi era questa: “la peculiarità della storia italiana è stata quella di aver dato vita al fascismo, ma insieme anche a un fortissimo movimento comunista senza eguali in questa parte d’Europa” e “seppure in modi ovviamente ben diversi entrambi hanno rappresentato due patologie antidemocratiche”.

IN UN MONDO DI ODIO E INIMICIZIA (ANCHE VERSO SE STESSI) DAL MEETING ARRIVA UNA PROPOSTA RIVOLUZIONARIA. ECCO QUALE E PERCHE’…

L’apparente inattualità del Meeting di Rimini di quest’anno sull’“amicizia” ci libera dalla dittatura del presente, che è l’albero che non fa vedere la foresta, la soffocante attualità senza un passato e senza un futuro. E ci libera pure dall’ipnosi del negativo, del male, delle paure, del catastrofismo, delle demonizzazioni che ormai occupano tutta la scena pubblica.

TRONTI E I “MARXISTI RATZINGERIANI”. UNA VICENDA SU CUI BISOGNEREBBE RIFLETTERE

Mario Tronti – morto il 7 agosto a 92 anni – è stato celebrato dai media come intellettuale marxista e teorico dell’operaismo. La sua opera fondamentale è “Operai e capitale” del 1966.IL NON DETTOMa c’è una sua stagione che non è stata ricordata nemmeno dai media cattolici: quella più anticonformista. L’ha menzionata il professore Massimo Borghesi – ordinario di Filosofia Morale all’Università di Perugia – nel suo blog (www.massimoborghesi.com) : “Senatore del Pd, Tronti ha rappresentato il volto di una sinistra profondamente critica dell’orientamento postmoderno, individualistico e relativistico, che segna la storia del progressismo dopo la caduta del comunismo. La sponda, nel suo caso, non era rappresentata dal neocapitalismo liberal ma dalla dimensione religiosa della vita. Al pari di Pietro Barcellona, Tronti ha rappresentato una sinistra che nel confronto con la fede e la pratica cristiana trovava il suo respiro ideale, la passione per la difesa dei poveri e degli emarginati della storia”.

BILANCIO DI UN ANNO (QUASI) DI GOVERNO. IL TAGLIANDO AUTUNNALE

Alla vigilia della pausa estiva e circa un anno dopo le elezioni che hanno riportato il Centrodestra al governo, si può fare un primo bilancio.Se consideriamo tutti gli allarmi apocalittici della campagna elettorale sull’arrivo della “destra al potere” – dipinto da sinistra e giornali come l’irrompere dei lanzichenecchi – Giorgia Meloni può essere più che soddisfatta.

LA PROPAGANDA APOCALITTICA SUL CLIMA SMENTITA DALLA REALTA’, DALLA SCIENZA E PERFINO DALL’IPCC

Di estati caldissime parlano, fra gli altri, Plinio duemila anni fa e Rabelais alla fine del Medioevo. Nel “Gattopardo” Tomasi di Lampedusa descrive con tratti atroci la tremenda estate siciliana di sempre (eccetto oggi che ci possiamo difendere dal caldo).Non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Peraltro quest’anno non sembra nemmeno un’estate dura perché è piovuto per mesi (e tanto) fino al 20 giugno, poi un mese di normale caldo estivo e dopo il 20 luglio sono arrivati i temporali al Nord. Infine, in questa settimana, dopo dieci giorni di calura, siamo stati di nuovo sotto la pioggia e con la felpa.

DUE COSE CHE MCLUHAN HA DA DIRE (ALLA CHIESA E A TUTTI) SU GESU’

Il famoso teorico della comunicazione Marshall McLuhan (1911-1980) è tanto spesso citato quanto poco letto. Dovunque si sente ripetere la sua metafora del “villaggio globale” o la sua celebre definizione: “il mezzo è il messaggio”.Concetto compreso poco e male, a proposito del quale McLuhan afferma: “in Gesù Cristo non ci fu distanza tra il mezzo e il messaggio, anzi è l’unico caso in cui si possa dire che il mezzo e il messaggio s’identificano perfettamente”.

BIANCO ROSSO E VERDE SIMBOLEGGIANO LE TRE VIRTU’ TEOLOGALI: FEDE, SPERANZA E CARITA’ (VEDI DANTE). MA LA POLEMICA SUL SIGNIFICATO DELLA BANDIERA NON HA SENSO E LA MELONI HA DATO L’UNICA RISPOSTA (ISTITUZIONALMENTE) SENSATA. ECCO PERCHE’.

Pur di attaccare Giorgia Meloni ieri “Repubblica” ha creato un caso su uno scambio di battute avvenuto durante la visita della premier al Senato degli Stati Uniti.“Il rosso, il bianco e il verde nella bandiera italiana significano qualche cosa?”. Il democratico Chuck Schumer le ha posto questa domanda “a bruciapelo e dall’espressione dell’esperto politico Usa” scrive Repubblica “si coglie un pizzico di malizia”.

SE “AVVENIRE” ATTACCA LA MELONI SULLA “NAZIONE” E FA AUTOGOL

Statue of Dante Alighieri in Piazza Santa Croce in Florence. The sculpture was made by Enrico Pazzi (1818-1899) in 1865.
Agostino Giovagnoli, in un articolo di fondo molto schierato a sinistra, su “Avvenire” (9/7), contesta a Giorgia Meloni (senza nominarla) l’uso del termine “nazione”. Ma lo fa con argomenti storicamente sbagliati.

USARE IL TERMINE “NEGAZIONISTA” PER TUTTI I TEMI CHE NON C’ENTRANO CON LA SHOAH “RELATIVIZZA LA MEMORIA E SVILISCE LA STORIA” (RUTH DUREGHELLO)

L’intossicazione ideologica del ’68 prosegue. Oggi, per esempio, si avvelena il dibattito pubblico con l’epiteto “negazionista” per delegittimare chiunque abbia opinioni diverse da quelle della sinistra sul clima.Eppure già nel 2020 Ruth Dureghello, come presidente della comunità ebraica di Roma, pronunciò parole dure, che sono state totalmente snobbate, contro questa deriva. Ecco la sua dichiarazione: “Faccio un appello a partiti politici e giornali: negazionismo, lager e campi di concentramento usiamoli per indicare il concetto originario per cui sono destinati. Altrimenti si relativizza la memoria e si svilisce la storia”.

“Dire che gli animali si sono evoluti nell’uomo è come dire che il marmo di Carrara si è evoluto nel David di Michelangelo” (Tom Wolfe)

Giovanni XXIII – come sanno gli esperti – non era un “progressista”, ma un conservatore: ammirava Pio IX e voleva stare “nel solco luminoso tracciato da Pio XII” (parole sue). I tradizionalisti non riescono a spiegare perché fu proprio lui a volere il Concilio Vaticano II (desiderava parlare al cuore degli uomini come buon pastore).IL GESTO DI CONGARIl professor Roberto De Mattei, valente storico della Chiesa e tradizionalista, ritiene – in sintesi – che la catastrofe della Chiesa attuale derivi proprio dal Concilio (di cui ha scritto una storia).